Sfaccettature, Luci e Riflessi

Percorsi a "passo d'uomo"

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"No, non siamo fatti di parole: la carne e il sangue non sono pagine. Noi non abbiamo una storia, nè raccontiamo una storia, ma siamo posseduti da una storia che ci racconta. [...] Ci sono storie che ci raccontiamo per tutta la vita. Queste storie, vertebre di parole, sostengono le nostre menti, ci sorreggono, aiutandoci a stare in piedi, se non dritti, quantomeno soltanto un po' curvi." (Nomi Eve, Il frutteto di famiglia)

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domenica, 06 aprile 2008

Uno "spettacolo" che non ha età

IMGP2131



















































Le nostre giovani piante incominciano a fiorire. Ora è il periodo del ciliegio rosa.. del ciliegio giapponese.  

Nella cultura giapponese osservare la fioritura dei ciliegi è considerata un'esperienza contemplativa; i fiori cadono e volteggiano come neve, ed un singolo essere umano è in grado di percepire solo una piccola frazione di questo evento, perchè la sua totalità è troppo grande per poter essere vista e nemmeno concepita.


«Qui, in mezzo ai fiori di ciliegio che turbinano

è come neve primaverile

che cade e non si scioglie...

Se guardo alla folla di petali perduti

che volteggiano nella brezza

allora penso: dov'è finita la primavera?»


Kokinshu (antologia di poesia giapponese del nono secolo)


IMGP2132


 
















































Oggi, mentre osservavo questo spettacolo, che non ha età, mi tornava all’orecchio la melodia di una vecchia canzone che canticchiava mio padre in primavera, nel suo giardino. L’ho cercata e ho trovato l'interpretazione di Wilma De Angelis e di Nilla Pizzi. Lui avrebbe scelto quella di Nilla Pizzi.


Ciliegi rosa













 



postato da: Prisma2002 alle ore 11:01 | link | commenti (11)
categorie: natura, vita, luoghi, silenzio, contemplazione, morte
sabato, 22 marzo 2008

Jesus Christ Lies Here Tonight - Oscar Peterson


 

postato da: Prisma2002 alle ore 16:57 | link | commenti (2)
categorie: musica, memoria, silenzio, morte
venerdì, 21 marzo 2008

Il silenzio di Dio, il silenzio dell’uomo

Dov’era Dio ad Auschwitz?



Di lui dopo Auschwitz


 


Due cose a volte


immagino di lui


che esista


e dorma


fuori dal tempo


mentre noi


lo invochiamo


da dentro


 


Alberto Vigevani


Dov'era Dio nei giorni di prigionia di Aldo Moro?


“… Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della DC con il loro assurdo e incredibile comportamento… . Non si sono mossi come avrebbero dovuto. … Sii forte, mia dolcissima, in que­sta prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Io vorrei capire con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.” Aldo Moro


 



Tratto dal film Luci d'inverno di Ingmar Bergman (1962): La sofferenza di Gesù.  



 






Tratto da: Il silenzio di Dio? Tutto da ascoltare – Enzo Bianchi


La Stampa, 19 aprile 2003


 


“Dopo la morte di Gesù di Nazaret, avvenuta alle tre del pomeriggio vigiliare del 7 aprile dell’anno 783 dalla fondazione di Roma, ebbe luogo una rapida sepoltura del corpo del condannato in una tomba vicina al luogo dell’esecuzione capitale, fuori dalle mura di Gerusalemme: con il tramonto iniziava infatti per gli ebrei la festa della Pasqua. Per i discepoli di Gesù, che erano tutti fuggiti nell’ora dell’arresto, e per le donne discepole, che lo avevano accompagnato fino alla tomba, iniziava il “dopo Gesù”. Gesù – maestro, profeta, ritenuto anche messia e inviato da Dio – è morto, non c’è più, giace sepolto in una tomba. Nei discepoli c’è sconforto, ma anche paura: se hanno condannato a morte il maestro, come infieriranno sui suoi discepoli? Sabato santo, giorno dopo la morte di Gesù: davanti ai discepoli c’è solo la fine della speranza, un’aporia, un vuoto su cui incombe il non senso, l’insopportabile dolore, la lacerazione di una separazione definitiva, di una ferita mortale.


 


Dov’è Dio? E’ questa la muta domanda del sabato santo. Dov’è quel Dio che sembrava così presente nella vita di Gesù, il profeta che parlava con autorevolezza e compiva segni guarendo e liberando dal male? Passa un giorno intero senza intervento di Dio. Forse Dio ha abbandonato definitivamente Gesù? Forse Dio si è nascosto, ha deciso di fare silenzio? O è addirittura in collera, disgustato dell’umanità?  […]


 


Il sabato santo ci riporta al tema del silenzio di Dio, un tema percepito come assenza di Dio, morte di Dio, soprattutto nell’ora della shoah, dello sterminio di milioni di uomini, donne e bambini, nell’ora dei diversi genocidi che hanno segnato il secolo scorso; il silenzio del sepolcro ci riporta alla domanda: “Dov’era Dio ad Auschwitz?”. Domande tragiche, cariche di angoscia, che nascono nel cuore di chi vorrebbe che Dio intervenisse, lui il Signore della storia, per impedire che il povero sia distrutto dal potente, che l’innocente sia ucciso dall’empio! […]


 


Eppure, la vera domanda da porsi è un’altra: “Dov’era l’uomo ad Auschwitz?”.


 


E’ l’uomo che è morto, è l’uomo che non ha saputo reagire: il grande silenzio che avvolge i genocidi è silenzio di uomini, di popoli, di governi, purtroppo anche di uomini che si dicono credenti… . […]


 


Prima o poi c’è un sabato santo per ciascuno di noi. In quell’ora non dimentichiamoci queste parole: “Dio veramente era qui accanto a me, ma io non lo sapevo!” (Genesi 28,16).”



Questa notte ho fatto un sogno,


ho sognato che ho camminato sulla sabbia


accompagnato dal Signore


e sullo schermo della notte erano proiettati


tutti i giorni della mia vita. 


 


Ho guardato indietro e ho visto che


ad ogni giorno della mia vita,


apparivano due orme sulla sabbia:


una mia e una del Signore.


 


Così sono andato avanti, finché


tutti i miei giorni si esaurirono.


 


Allora mi fermai guardando indietro,


notando che in certi punti


c'era solo un'orma...


Questi posti coincidevano con i giorni


più difficili della mia vita;


i giorni di maggior angustia,


di maggiore paura e di maggior dolore.


 


Ho domandato, allora:


"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me


in tutti i giorni della mia vita,


ed io ho accettato di vivere con te,


perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti


più difficili?".


 


Ed il Signore rispose:


"Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato


con te e che non ti avrei lasciato solo


neppure per un attimo:


 


i giorni in cui tu hai visto solo un'orma


sulla sabbia,


sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".


 


Anonimo Brasiliano