
Questa sera, accucciata in un angolo, ascoltavo la voce della vita.
E fu mattina, e fu sera: un altro giorno. Un giorno non basta. Il tempo sfugge tra le mani… sfugge a “quest’uomo”, che è punto di incontro di vissuti e idealità, cognizioni, di relazioni, riconoscenze, di potenzialità energetiche provenienti dall’esterno e dal proprio interno… sfugge a “quest’uomo” che è punto di incontro di “interiorità”… e l’interiorità e la sua rappresentazione esterna è l’elemento fondante ogni slancio di carattere relazionale… sfugge a “quest’uomo” che è punto di incontro del proprio “amico interiore”…
Come diceva Jung “l’amicizia umana è la rappresentazione esterna di una realtà interiore. Essa non è nient’altro che la rappresentazione del rapporto con l’amico interiore dell’anima: l’amico, quell’altro che in parte siamo, ma che non possiamo mai giungere a essere pienamente”.
E fu mattina, e fu sera: un altro giorno… come consolano i volti che via via compaiono specialmente a sera.. e i nomi che risuonano..
E fu sera, e fu mattina: un nuovo giorno…

... e fa bene pensare alla "vita come amicizia"...
Kandinsky-colorful-life

Kandinsky-interior

"Si può osservare la strada stando dietro il vetro della finestra: i rumori ne vengono attutiti, i movimenti diventano fantomatici e la strada stessa appare, attraverso il vetro trasparente, ma saldo e duro, come una entità separata, che pulsi in un "al di là". Oppure si apre la porta: si esce dall'isolamento, ci si immerge in questa entità, vi si diventa attivi e si partecipa a questo pulsare della vita con tutti i propri sensi. Le altezze e i ritmi dei suoni in continuo mutamento avvolgono gli uomini, salgono turbinosamente e cadono all'improvviso paralizzati. Allo stesso modo i movimenti avvolgono gli uomini, li circondano - un gioco di tratti e di linee orizzontali, verticali, che attraverso il movimento si volgono in direzioni diverse, macchie di colore che si ammucchiano e si disperdono, che danno un suono ora alto, ora profondo".
Da: Kandinsky - Punto, linea, superficie
... ma nei quadri di kandinsky la vita è PIENA DI COLORE sia all'interno che all'esterno..
IL MERCANTE DI VENEZIA
Assocerei alla musica di questo video queste parole di Shakespeare: atto V, scena I:
"Lorenzo -
Come s'adagia soffice la luna
col suo riflesso sopra questo poggio.
Noi ci sediamo qui,
e lasciamo che l'armonia dei suoni
s'insinui dolce dentro i nostri orecchi.
La notte con la sua morbida quiete
s'addice ad una dolce melodia.
Vieni, Gessica, siedi,
guarda l'immensa distesa del cielo
come scintilla di patène d'oro:
non c'è una stella, per quanto minuscola,
che non canti con una voce d'angelo
nel suo moto orbitale, e non s'unisca
sempre cantando in coro ai cherubini
dagli occhi giovani. E questa musica
sta pur nella nostra anima immortale,
anche se noi non possiamo sentirla,
finché resta racchiusa in questo involucro
nostro d'argilla, rozzo e corruttibile.
Gessica -
Non mi riesce mai di stare allegra
quando ascolto una dolce melodia.
Lorenzo -
È perché la tua anima è protesa
tutta quanta all'ascolto. Osserva infatti
una selvaggia mandria di torelli
in foia, o un branco di puledri bradi
saltellare sfrenati, e mugghiar alto,
come li mena il loro sangue caldo...
se appena sentano un suon di tromba,
o una musica giunga al loro orecchio,
li vedrai arrestarsi tutti insieme,
il loro occhio selvaggio convertito
in uno sguardo docile e mansueto
per il dolce potere della musica.
Perciò il poeta immaginò che Orfeo
potesse smuovere con la sua lira
alberi, pietre, fiumi:
perché nulla è sì duro ed insensibile,
e imbevuto di rabbia
cui la musica, almeno nell'ascolto,
non riesca a mutare la natura.
L'uomo che non ha musica nell'animo
né si commuove alle dolci armonie,
è nato ai tradimenti, alle rapine,
al malaffare, ha foschi e tenebrosi
come la notte i moti dello spirito
e più neri dell'Erebo gli affetti.
Mai fidarsi di uomini siffatti.
Ma ascoltiamo la musica.