Sfaccettature, Luci e Riflessi

Percorsi a "passo d'uomo"

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Utente: Prisma2002
Nome: Prisma2002
"No, non siamo fatti di parole: la carne e il sangue non sono pagine. Noi non abbiamo una storia, nè raccontiamo una storia, ma siamo posseduti da una storia che ci racconta. [...] Ci sono storie che ci raccontiamo per tutta la vita. Queste storie, vertebre di parole, sostengono le nostre menti, ci sorreggono, aiutandoci a stare in piedi, se non dritti, quantomeno soltanto un po' curvi." (Nomi Eve, Il frutteto di famiglia)

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venerdì, 12 ottobre 2007

E fu mattina, e fu sera: un altro giorno…

IMGP0705




 




 




 




 




 




 




 




 


Questa sera, accucciata in un angolo, ascoltavo la voce della vita.


E fu mattina, e fu sera: un altro giorno. Un giorno non basta. Il tempo sfugge tra le mani… sfugge a “quest’uomo”, che è punto di incontro di vissuti e idealità, cognizioni, di relazioni, riconoscenze, di potenzialità energetiche provenienti dall’esterno e dal proprio interno… sfugge a “quest’uomo” che è punto di incontro di “interiorità”… e l’interiorità e la sua rappresentazione esterna è l’elemento fondante ogni slancio di carattere relazionale… sfugge a “quest’uomo” che è punto di incontro del proprio “amico interiore”… 


Come diceva Jung “l’amicizia umana è la rappresentazione esterna di una realtà interiore. Essa non è nient’altro che la rappresentazione del rapporto con l’amico interiore dell’anima: l’amico, quell’altro che in parte siamo, ma che non possiamo mai giungere a essere pienamente”.


E fu mattina, e fu sera: un altro giorno… come consolano i volti che via via compaiono specialmente a sera.. e i nomi che risuonano..


E fu sera, e fu mattina: un nuovo giorno…


IMGP1295













... e fa bene pensare alla "vita come amicizia"...


 

postato da: Prisma2002 alle ore 00:22 | link | commenti (4)
categorie: amicizia, tempo, anima, viandante, interno-esterno
lunedì, 20 agosto 2007

Dell'esterno-interno

Kandinsky-colorful-life


kandinsky_colorful-life


Kandinsky-interior


kandinsky_interior


"Si può osservare la strada stando dietro il vetro della finestra: i rumori ne vengono attutiti, i movimenti diventano fantomatici e la strada stessa appare, attraverso il vetro trasparente, ma saldo e duro, come una entità separata, che pulsi in un "al di là". Oppure si apre la porta: si esce dall'isolamento, ci si immerge in questa entità, vi si diventa attivi e si partecipa a questo pulsare della vita con tutti i propri sensi. Le altezze e i ritmi dei suoni in continuo mutamento avvolgono gli uomini, salgono turbinosamente e cadono all'improvviso paralizzati. Allo stesso modo i movimenti avvolgono gli uomini, li circondano - un gioco di tratti e di linee orizzontali, verticali, che attraverso il movimento si volgono in direzioni diverse, macchie di colore che si ammucchiano e si disperdono, che danno un suono ora alto, ora profondo".


Da: Kandinsky - Punto, linea, superficie


... ma nei quadri di kandinsky la vita è PIENA DI COLORE sia all'interno che all'esterno..  


 


 

postato da: Prisma2002 alle ore 16:21 | link | commenti (1)
categorie: suoni, pittura, viandante, interno-esterno
venerdì, 10 agosto 2007

Musica da dentro

IL MERCANTE DI VENEZIA  



Assocerei alla musica di questo video queste parole di Shakespeare: atto V, scena I:


"Lorenzo -


 


Come s'adagia soffice la luna


col suo riflesso sopra questo poggio.


Noi ci sediamo qui,


e lasciamo che l'armonia dei suoni


s'insinui dolce dentro i nostri orecchi.


La notte con la sua morbida quiete


s'addice ad una dolce melodia.


Vieni, Gessica, siedi,


guarda l'immensa distesa del cielo


come scintilla di patène d'oro:


non c'è una stella, per quanto minuscola,


che non canti con una voce d'angelo


nel suo moto orbitale, e non s'unisca


sempre cantando in coro ai cherubini


dagli occhi giovani. E questa musica


sta pur nella nostra anima immortale,


anche se noi non possiamo sentirla,


finché resta racchiusa in questo involucro


nostro d'argilla, rozzo e corruttibile.


 


Gessica -


 


Non mi riesce mai di stare allegra


quando ascolto una dolce melodia.


 


Lorenzo -


 


È perché la tua anima è protesa


tutta quanta all'ascolto. Osserva infatti


una selvaggia mandria di torelli


in foia, o un branco di puledri bradi


saltellare sfrenati, e mugghiar alto,


come li mena il loro sangue caldo...


se appena sentano un suon di tromba,


o una musica giunga al loro orecchio,


li vedrai arrestarsi tutti insieme,


il loro occhio selvaggio convertito


in uno sguardo docile e mansueto


per il dolce potere della musica.


Perciò il poeta immaginò che Orfeo


potesse smuovere con la sua lira


alberi, pietre, fiumi:


perché nulla è sì duro ed insensibile,


e imbevuto di rabbia


cui la musica, almeno nell'ascolto,


non riesca a mutare la natura.


L'uomo che non ha musica nell'animo


né si commuove alle dolci armonie,


è nato ai tradimenti, alle rapine,


al malaffare, ha foschi e tenebrosi


come la notte i moti dello spirito


e più neri dell'Erebo gli affetti.


Mai fidarsi di uomini siffatti.


Ma ascoltiamo la musica.


 


... "


  

postato da: Prisma2002 alle ore 00:01 | link | commenti (2)
categorie: musica, cinema, interno-esterno