
Oggi ragionavo sull’ingenuità così sono andata a ricercare questo quadro visionario di Dino Buzzati, Santa Ingenuità 1966.
Ciò che mi ha sempre particolarmente colpito di questo dipinto è che, anche sforzandosi, non si riesce a mettere a fuoco il volto che ci troviamo davanti. Il disagio è palpabile in Santa Ingenuità.
Riflettevo che per poter avere la visione della situazione mi sembra importante aprirsi con semplicità nella prudenza mantenendosi al di sopra della situazione, interessarsi vivendo con attenzione e prendendo tempo con fiducia.
Ho ricordato allora queste parole di Etty Hillesum:
“L’attenzione è concentrazione esterna. Concentrato è chi vive raccolto intorno al proprio centro, chi non lo ignora né lo sopprime per non soffrire ma lo lascia vivere. Concentrato è chi ascolta dentro, cui segue, come legittima conseguenza, elaborare, assorbire, assimilare. E’ chi presta ascolto a sé stesso, agli altri, al mondo. Ascolta molto intensamente, con tutto il suo essere, e tenta di immaginare il significato delle cose. Ma questi non è qualcuno che passa il suo tempo a esercitare l’introspezione: al contrario, è qualcuno che “guarda il mondo con gli occhi spalancati”. Che tanto più conosce il suo cuore quanto meno cerca di conoscerlo, più attratto da ciò che sta fuori di lui, da ciò che gli sta a cuore. E questo è l’uomo capace di vera attenzione, il cui sguardo arriva a volte tanto lontano… .”
Allora le situazioni si affrontano con maggiore chiarezza.