Sfaccettature, Luci e Riflessi

Percorsi a "passo d'uomo"

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Utente: Prisma2002
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"No, non siamo fatti di parole: la carne e il sangue non sono pagine. Noi non abbiamo una storia, nè raccontiamo una storia, ma siamo posseduti da una storia che ci racconta. [...] Ci sono storie che ci raccontiamo per tutta la vita. Queste storie, vertebre di parole, sostengono le nostre menti, ci sorreggono, aiutandoci a stare in piedi, se non dritti, quantomeno soltanto un po' curvi." (Nomi Eve, Il frutteto di famiglia)

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giovedì, 16 aprile 2009

Morella ha partorito Kira

Oggi alle 19 Morella ha partorito una bellissima asinella che i ragazzi hanno deciso di chiamare Kira.

Ancora una volta è stata bravissima e velocissima. Entrambe stanno bene. Morella è molto tranquilla. I ragazzi l'hanno coccolata dandole mangime e carote mentre Laika leccava la piccola. Terrylee, che ha aiutato Kira a liberarsi dalla placenta e ad alzarsi per farla mangiare, non vede l'ora che arrivi domani mattina per giocare con lei. Sì, perchè per la sua opera di assistente veterinaria ( il veterinario era assente) è stata premiata: domani starà a casa da scuola. Ora la madre e la piccola stanno riposando al lume di un fantasmino blu, che permette loro di vedersi senza disturbare gli altri animali.

Purtroppo non ci siamo accorti che la macchina fotografica aveva la memoria piena, ma tre foto siamo riusciti a salvarle lo stesso. Domani rimedieremo a questo danno.



IMGP3451





















































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postato da: Prisma2002 alle ore 22:09 | link | commenti (9)
categorie: vita, diario, animali, tenerezza, cura
giovedì, 10 gennaio 2008

Del piacere di fare "l'inventario"...

Félix Vallotton, Donna che fruga in un  armadio, 1900. Basilea


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


Félix Vallotton, Donna che fruga in un armadio, 1900. Basilea


Siamo nel mese degli inventari e, nel mio piccolo, anch'io sono latitante per "inventario". Ci sono periodi in cui si "accumula materiale", senza perderne neanche una traccia, per poi... . Poi arriva il momento  in cui si sente il bisogno di riordinare questo "materiale", perchè si sente il bisogno di valorizzarlo, utilizzandolo al meglio. Ma per "fare ordine" ci vuole del tempo... per me piacevole. Ecco, sto ponendo la mia attenzione a "riordinare" nuove risorse dell'anno che si è appena concluso, ma sto già tornando. 


Duke Ellington - Sophisticated Lady   




 

postato da: Prisma2002 alle ore 23:34 | link | commenti (15)
categorie: musica, futuro, cura, tempo per sè, farsi del bene, tessere fili
mercoledì, 05 dicembre 2007

La vita è un ricamo

In cascina si alternano vite diverse, le cui storie, talvolta, si ripetono, pur nella loro unicità…


Come quella storia di Claire raccontata in quel delicatissimo film “Le Ricamatrici” di Eléonore Facher: anche questa storia “si ripete”, ma non in quel modo così unico.


Un’opera a tratti fragile, pudica fino all’evanescenza, dal segno forse eccessivamente stilizzato e dalla grammatica fin troppo essenziale; una storia onesta il cui minimalismo corre talvolta il rischio di trasformarsi in povertà. Elogio della lentezza, della calma e del mondo interiore. Una regia misurata che non cerca di imporsi ma lascia parlare le cose, all’insegna di un ascetismo bressoniano. Una fotografia che orchestra sapientemente luci e ombre con un lavoro pittorico sull’immagine: dai primi piani della protagonista con la sua fiammeggiante capigliatura ai tessuti sontuosi ed elaborati cui lavorano le due donne, simbolo di una dimensione alternativa della realtà, lirica e onirica, come un tesoro nascosto dentro il tormento.   


Claire, diciassette anni, incinta di cinque mesi, cassiera in un supermercato, abbandona la casa e un mondo che non ama e decide di partorire lontano da tutti. Scappa da un mondo di brutture e desolazione, dal quale tenta di difendersi con il classico castello di menzogne, trova rifugio presso Madame Melikian, una ricamatrice che confeziona vestiti per l’alta moda, e inizia a lavorare con lei. Il caso mette due esistenze smarrite una di fronte all’altra…  


 


Ulteriori sfaccettature si possono trovare qui:


http://amalteo.splinder.com/post/8193301#comment



Il ricamo è simbolo di una cura e di un ordine ritrovati, di una rinascita all’insegna della pazienza, della bellezza e dell’attenzione.


Attraverso il lavoro Claire si salva da una realtà sgradita e da un mondo alienante, trova una madre elettiva e una nuova e più ricca dimensione del tempo.


La fuga e il disagio di Claire si arrestano con la scoperta della creatività e dell’altro, e lì si trasformano in accettazione e tenacia.


Il lavoro di ricamatrice si sovrappone gesto dopo gesto alla gravidanza, ulteriore metafora della rinascita.


La ragazza diventa madre, ma allo stesso tempo ridiventa figlia.


Mi sembra di ripercorrere la storia di alcune nostre mamme...


Anche la storia di Gioia si ripete:


“Fin dalla mattina, quando entrava nella camera di Gioa, iniziava a raccontare. Storie che Gioia aveva sentito migliaia di volte, ma in quegli anni non ci aveva più pensato. Adesso, riascoltandole, le sembrava che si mettessero tutte insieme, come i disegni di quei centrini che all’nizio erano solo maglie piene e vuote, archi di catenelle, rombi e colonnine, ma poi a lavoro ultimato formavano un disegno più grande che non significava proprio niente, se non tutto il tempo e l’amore che erano stati messi per farlo”. Tratto da: Mariolina Venezia, Mille anni che sto qui.


arazzo







































La vita è come un arazzo nel quale ci sono dei fili più o meno resistenti che ne reggono la tessitura 


fili resistenti e fili sottili di seta che ne completano la bellezza


ci sono fili che sembano quasi trasparenti, aerei, lievi


eppure proprio questi, a volte, sono quelli che non si spezzano facilmente


a dispetto di un arazzo/esistenza che prosegue il suo andare a volte monotono, a volte brillante, a volte imprevedibile


la vita è un ricamo eseguito da un ago con le gugliate din tanti colori


a volte anche con qualche gugliata nera


che non è un bel colore


ma alla fine


se si ammira il ricamo nella sua interezza


ci si rende conto che il fiore ricamato è bello


e quei fili sempre lì, a dar colore, a offrire profumo…  nei momenti faticosi


magari solo con il ricordo e la nostalgia…



Forse bisogna sapere sempre che si tessono storie e che il ricamo piano piano consegna pezzi di figure che convergono e organizzano scene sempre più ampie e l’anonimo telo bianco si riempie di linee intricate e sottili che, quando il ricamo è riuscito, danno la sensazione del movimento e del vortice…


Il ricamo inegna anche a guardare lontano e che si possono sognare figure su un telo bianco...


 


postato da: Prisma2002 alle ore 11:03 | link | commenti (9)
categorie: poesia, cinema, vita, storie, narrativa, psiche, cura, viandante, tessere fili