Tutto è iniziato cercando un dono da fare a degli amici, così mi è capitato tra le mani “Dizionario dell’abitare naturale” di Maurizio Corrado.. lo apro.. pagina 205 alla voce “Carl Gustav Jung”.. inizio a leggere incuriosita..
“Sul lago di Zurigo nel 1922 Jung costruisce la sua casa.
“Gradualmente, attraverso il mio lavoro scientifico, potei dare alle mie fantasie e ai contenuti dell’inconscio una solida base. Le parole e la carta, comunque, non mi davano l’impressione di essere abbastanza concrete; avevo bisogno di qualcosa di più. Dovevo riuscire a dare una qualche rappresentazione in pietra dei miei più interni pensieri e del mio sapere. O, per dirla diversamente, dovevo fare una professione di fede in pietra”.
In un primo momento pensa ad una costruzione rotonda con un focolare al centro, pensa alle capanne africane ma gli sembrano troppo primitive, allora impara a spaccare la pietra e inizia la costruzione insieme a due muratori locali. Un anno dopo la torre è pronta. Dopo quattro anni fa aggiungere una costruzione centrale con una dipendenza a forma di torre. Dopo altri quattro anni la seconda torre viene alzata di un piano, per ospitare il suo luogo privato, dove nessuno può entrare senza il suo permesso. Nel ’35 aggiunge una corte con una loggia aperta verso il lago. Dodici anni sono passati dalla posa della prima pietra. … Non c’è corrente elettrica né acqua corrente, Jung vive in una atmosfera semplice e preziosa, in “stanze che sanno di fumo e di legno e a volte di vino e carne affumicata”.”
Torno a casa e cerco una foto di questa splendida casa che Jung costruì con le sue mani..

Cercando la foto trovo questo articolo del 1993 pubblicato sul Corriere della Sera..
Tutto Jung in soli sessanta minuti
Videocassetta dal titolo "Dal profondo dell' anima " per la regia di Werner Weick, RED EDIZIONI. Una biografia dell' inventore della psicologia analitica Carl Gustav Jung. Suggestiva edizione speciale per ricordare il grande psicoanalista in occasione del trentennale della sua morte.
"Il ricordo dei fatti esteriori della mia esistenza si è in gran parte sbiadito o è svanito nel nulla. Ma i miei incontri con l' altra realtà, gli scontri con l' inconscio, si sono impressi in modo indelebile nella mia memoria. Ogni altra cosa al confronto ha perduto importanza".
Mettere la vita di Carl Gustav Jung dietro la macchina da presa, significa costringersi a passare di continuo dalla dimensione interiore a quella esteriore. L' interno sono le parole di Jung tratte da Sogni, ricordi, riflessioni (Bur), sono i quadri e le illustrazioni che commmentano la descrizione del suo percorso analitico e filosofico, sono le riprese dei corsi d' acqua: calmi o impetuosi come può essere l' animo. L' esterno sono le foto di famiglia, le testimonianze delle figlie, il commento di Joseph Cambpell.
Il titolo della videocassetta è “Dal profondo dell' anima”: sessanta minuti per la biografia dell' inventore della psicologia analitica.
"La storia di una vita comincia da un punto qualsiasi" per Jung il filo dei ricordi parte dalle emozioni dell' infanzia, ma il primo nodo, ovviamente, si chiama inconscio. "Mi sentii impegnato a sondare la mia psiche". Il risultato fu una pericolosa discesa nell' "abisso dove si creano le immagini". Il flusso delle fantasie oniriche l' avrebbe travolto se non fosse stato per Il libro rosso, dove per sedici anni riprodusse e classificò le immagini di quei sogni. "Tutta la mia opera, scrisse, e' sorta da lì ".
La tappa successiva del suo percorso furono i mandala. Dipinse quei cerchi magici per osservare le proprie trasformazioni psichiche. Ne fece uno al giorno per tutto il 1919. Con la videocassetta ora è possibile osservarne alcuni.
"Ma la carta e le parole non mi sembravano abbastanza concrete; avevo bisogno di una professione di fede in pietra". Così incominciò l' avventura di Bollingen. Voleva una casa rotonda, con il focolare al centro, come una capanna africana. La costruì con le sue mani, dopo aver trascorso sei settimane in una cava per imparare a spaccare le pietre. Il suo castello dei sogni, che doveva corrispondere ai sentimenti originari dell' uomo, fu ultimato in 12 anni. "Qui è possibile diventare ciò che sono, fui e sarò ". Quelle quattro torri con finestrelle strette rappresentavano per lui la sintesi fra il mondo esteriore e quello interiore. Lì, come racconta il nipote, un uccello poteva posarsi sulla testa di Jung e rimanerci per dieci minuti.
Verso la fine della sua vita Jung si confronta con il senso dell' esistenza. "Ho visto persone diventare nevrotiche perchè sono confinate in un orizzonte spirituale troppo angusto" osservava in aperta polemica con la povertà dei valori proposti dalla società dei consumi. Sul frontone della sua casa incise questa scritta: "Il primo uomo viene dalla terra ed è terreno, il secondo viene dal cielo ed è spirituale, che tu lo chiami o no, Dio sarà presente". Non era credente, se glielo domandavano rispondeva: "Io non credo, so". Religione per lui fu il tentativo, che impegnò tutta la sua vita, di mettersi in rapporto con i fenomeni dell' inconscio.
La videocassetta riproduce il film girato da Werner Weick per la televisione svizzera in occasione del trentennale dalla morte di Jung. Non sempre le immagini sono specifiche ed è facile confondere le illustrazioni di Jung con iconografia di altre fonti. Resta la suggestione. E il privilegio di poter accedere a un materiale, specialmente quello fotografico, per gran parte inedito.”
Fiori Cinzia

Trattandosi di una videocassetta non disponibile, come potevo non cercarla su eMule e, mentre aspetto la risposta, positiva, trovo su Youtube “Dal profondo dell’anima”, Video documentario sul pensiero di Carl Gustav Jung in 6 parti
… Il libro che mi è capitato tra le mani “Dizionario dell’abitare naturale” non è speciale, è un piccolo libro, ma, dopo questo post, non posso non regalarlo, tanto più che anche i miei amici vivono in una atmosfera “semplice e preziosa”…

Ci sono giorni... e a me, dice Michele, capita spesso, in cui dentro il silenzio e il buio della sera mi si impone di dover ri-ordinare, ma soprattutto mi appare chiaro come ri-ordinare, il giorno dopo, la disposizione di oggetti necessari per l’arredamento della casa, oggetti che, talvolta, da tempo aspettano di essere ri-ordinati. Qualche volta è stato molto faticoso, ho provato anche a buttar giù un pezzo di muro per ricavarne una stanza, ma non mi è costato, ma il possibile disagio di trovarmi in mezzo ad un nuvolone di polvere con la casa mezza disfatta non mi ha fermata: in fondo al silenzio e al buio della sera leggevo dentro gli avvenimenti, rimettevo in ordine i pensieri… apprendevo “sia la via maestra sia i sentieri nel bosco”… da percorrere.
Dicevo che ci sono giorni… in cui sento di dover rispondere ad un bisogno impellente della mia soggettività… seguendo quella consapevolezza che affiora proprio in quel momento… dentro l'intersoggettività.
Ci sono giorni… in cui alla sera, come in queste sere, sento di dover cambiare la disposizione dei libri nei miei scaffali…
Ci sono giorni… come in queste sere, in cui mi affiorano alla memoria quelle splendide parole di Amos Oz:
“… In fondo a quel silenzio, mio padre mi rivelò tutte le faccende della vita. Mi iniziò al sommo segreto nel mondo della biblioteconomia: mi svelò sia la via maestra sia i sentieri nel bosco, i panorami vertiginosi delle variazioni, delle sfumature, delle fantasie, viali isolati, ardite tonalità ma anche eccentrici capricci: i libri li si può ordinare per titolo, in ordine alfabetico per autore, per collana o editore, cronologicamente, per lingua, argomento, genere e contesto, e persino per luogo di edizione. Tutto è possibile.
Così appresi i segreti della sfumatura: la vita è fatta di itinerari diversi. Ogni cosa può accadere così ma anche altrimenti, secondo partiture diverse e logiche parallele. … “.
Ci sono giorni… in cui mi affiorano.. contemporaneamente.. alla memoria queste sagge parole di Montaigne:
“… Se studio, nei libri cerco solo la scienza che tratti della conoscenza di me stesso e che mi insegni a morir bene e a viver bene.
Quanto alle difficoltà, se ne incontro leggendo, non sto lì a logorarmici; le lascio andare, dopo aver fatto contro di loro uno o due assalti.
Se mi ci intestassi, mi ci perderei, e ci perderei tempo: poiché ho uno spirito che giudica a prima vista. Quello che non vedo alla prima, lo vedo ancora meno se mi ci ostino. Non faccio niente senza gioia: e il perdurare di uno sforzo troppo teso offusca il mio giudizio, lo contrista e lo fiacca. La vista mi si confonde e vi si sperde. Bisogna che ne la distolga e ve la riporti a intervalli: come per giudicare lo splendore dello scarlatto ci si consiglia di gettarvi sopra gli occhi, scorrendolo con diverse occhiate, a rapide e reiterate riprese".
Così, dentro il silenzio e il buio della sera, apprendo i segreti della sfumatura… a rapide e reiterate riprese…
Death Cab For Cutie – I Will Follow You Into The Dark
Io ti seguirò dentro il buio, dice il titolo di questa canzone… titolo dalle mille sfaccettature, ma che parla anche di cura… mi parla di cura attraverso il “tempo per me”… dentro il buio della cascina, la sera…
