Sfaccettature, Luci e Riflessi

Percorsi a "passo d'uomo"

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"No, non siamo fatti di parole: la carne e il sangue non sono pagine. Noi non abbiamo una storia, nè raccontiamo una storia, ma siamo posseduti da una storia che ci racconta. [...] Ci sono storie che ci raccontiamo per tutta la vita. Queste storie, vertebre di parole, sostengono le nostre menti, ci sorreggono, aiutandoci a stare in piedi, se non dritti, quantomeno soltanto un po' curvi." (Nomi Eve, Il frutteto di famiglia)

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sabato, 24 novembre 2007

Così appresi i segreti della sfumatura… a rapide e reiterate riprese…

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Ci sono giorni... e a me, dice Michele, capita spesso, in cui dentro il silenzio e il buio della sera mi si impone di dover ri-ordinare, ma soprattutto mi appare chiaro come ri-ordinare, il giorno dopo, la disposizione di oggetti necessari per l’arredamento della casa, oggetti che, talvolta, da tempo aspettano di essere ri-ordinati. Qualche volta è stato molto faticoso, ho provato anche a buttar giù un pezzo di muro per ricavarne una stanza, ma non mi è costato, ma il possibile disagio di trovarmi in mezzo ad un nuvolone di polvere con la casa mezza disfatta non mi ha fermata: in fondo al silenzio e al buio della sera leggevo dentro gli avvenimenti, rimettevo in ordine i pensieri… apprendevo “sia la via maestra sia i sentieri nel bosco”… da percorrere.


Dicevo che ci sono giorni… in cui sento di dover rispondere ad un bisogno impellente della mia soggettività… seguendo quella consapevolezza che affiora proprio in quel momento… dentro l'intersoggettività.


Ci sono giorni… in cui alla sera, come in queste sere, sento di dover cambiare la disposizione dei libri nei miei scaffali…


Ci sono giorni… come in queste sere, in cui mi affiorano alla memoria quelle splendide parole di Amos Oz:


“… In fondo a quel silenzio, mio padre mi rivelò tutte le faccende della vita. Mi iniziò al sommo segreto nel mondo della biblioteconomia: mi svelò sia la via maestra sia i sentieri nel bosco, i panorami vertiginosi delle variazioni, delle sfumature, delle fantasie, viali isolati, ardite tonalità ma anche eccentrici capricci: i libri li si può ordinare per titolo, in ordine alfabetico per autore, per collana o editore, cronologicamente, per lingua, argomento, genere e contesto, e persino per luogo di edizione. Tutto è possibile.


Così appresi i segreti della sfumatura: la vita è fatta di itinerari diversi. Ogni cosa può accadere così ma anche altrimenti, secondo partiture diverse e logiche parallele. … “.


Ci sono giorni… in cui mi affiorano.. contemporaneamente.. alla memoria queste sagge parole di Montaigne:


“… Se studio, nei libri cerco solo la scienza che tratti della conoscenza di me stesso e che mi insegni a morir bene e a viver bene.


Quanto alle difficoltà, se ne incontro leggendo, non sto lì a logorarmici; le lascio andare, dopo aver fatto contro di loro uno o due assalti.


Se mi ci intestassi, mi ci perderei, e ci perderei tempo: poiché ho uno spirito che giudica a prima vista. Quello che non vedo alla prima, lo vedo ancora meno se mi ci ostino. Non faccio niente senza gioia: e il perdurare di uno sforzo troppo teso offusca il mio giudizio, lo contrista e lo fiacca. La vista mi si confonde e vi si sperde. Bisogna che ne la distolga e ve la riporti a intervalli: come per giudicare lo splendore dello scarlatto ci si consiglia di gettarvi sopra gli occhi, scorrendolo con diverse occhiate, a rapide e reiterate riprese".


Così, dentro il silenzio e il buio della sera, apprendo i segreti della sfumatura… a rapide e reiterate riprese…



Death Cab For Cutie – I Will Follow You Into The Dark


Io ti seguirò dentro il buio, dice il titolo di questa canzone… titolo dalle mille sfaccettature, ma che parla anche di cura… mi parla di cura attraverso il “tempo per me”… dentro il buio della cascina, la sera… 







 

venerdì, 20 luglio 2007

Guardarsi vivere...

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Un mattino, ci si sveglia.


E’ il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene.


Un mattino, si prende il tempo...  


... per guardarsi vivere…


... per imparare a guardare il tempo che scorre...   

 


 


 

postato da: Prisma2002 alle ore 10:51 | link | commenti (5)
categorie: ascolto, attenzione, consapevolezza
venerdì, 29 dicembre 2006

Modi di sentire in un mondo sfaccettato...

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In questi giorni, l’ascolto piacevole di musica "buona" mi ha rimandato ad un libro particolare di Hannah Merker, IN ASCOLTO. Modi di sentire in un mondo silenzioso… dove anche la sofferenza è un mondo silenzioso… E’ una ricerca e una riflessione autobiografica sull’importanza del suono nella vita delle creature di questo pianeta, è l’avventura di una donna che ha perduto l’udito all’improvviso e ha scoperto il suono del silenzio…

Riporto alcuni pensieri.



“… Il suono si fa strada fino al nucleo stesso del nostro essere. E la prova è che nei più intimi recessi dell’anima se ne trovano delle tracce impigliate come logori stracci. Ecco perché, inaspettatamente, possiamo sentire suoni che nessuno percepisce… Una volta cessati gli stimoli sensoriali come nella sordità, o appiattita l’attenzione come nella depressione, i ricordi sonori riaffioreranno, tenaci erbacce, alla luce del sole di una consapevolezza cosciente.”

“Per ascoltare è necessario entrare attivamente e con fantasia nella situazione dell’altra persona, e cercare di capire un modello di riferimento diverso dal nostro… .

La vita si è fatta complessa. Non possiamo più, semplicemente, assorbire e rispondere. La conversazione non corre magari il rischio di esaurirsi, al di là della capacità di continuare a servirsene? Presto, forse, rimpiangeremo i bei tempi andati dei grugniti inarticolati e dei suoni senza senso, mescolati con gesti corporei simbolici del pensiero. O forse scopriremo che l’ascolto è una cosa che accade quando ti prendi il tempo per guardarti attorno, per restartene immobile la sera, per meravigliarti della mattina. Ascoltare significa essere cosciente, osservare, attendere con pazienza il successivo segnale di comunicazione. E ancora, come chiunque abbia difficoltà di parola o udito può spiegare, ascoltare non sempre si riferisce a una comunicazione uditiva.

Allora come possiamo ridefinire "l’ascoltare” perché possa includere tutti gli eventi interattivi che si verificano quando una persona sorda o con un deficit uditivo parla con un amico, passeggia da sola su una spiaggia, occupa il suo posto nel mondo in un qualsiasi giorno specifico? Le orecchie di una persona così non colgono molte cose. Ma quella meraviglia che è il corpo umano sembra voler volare al di là di questo vuoto. Quando tutta l’energia sonora della Terra è ricevuta come un sussurro, altri sensi si affinano e afferrano gli indizi di comunicazione che abbiamo dimenticato, nella fretta di vivere. Ascoltare diviene un atto visuale, tattile, intuitivo.

Ascoltare… forse… è solo una mente consapevole… .”

“A un certo punto dichiari alla musica, ai boschi, al mare, alle montagne, al mondo: “Ora sono pronta. Ora mi fermerò e sarò tutta attenzione”. Ti svuoti e aspetti… nella memoria… attraverso il tempo… leggendo… ricordando… ascoltando… Aspetti, e dedichi tutto il tempo della tua vita ad ascoltare.”