
Sembra che non sia mai stanca di amarti... un'altra emozionante interpretazione di Nina Simone..
Darling, you always needed
And your tenderness is needed too
And it seems that I’m never tired
loving you, loving you
never was a feeling stronger
aching for the sweet things you do
and it seems that I’m never tired loving you
should the mountains crumble to ashes
and the rain should cease to fall
and if the river stopped its flowing
you’d still be my all in all
and if the clouds cover the sky
so the sunlight won’t come through
then I will never, never, never, never, never,
never, tired loving you
Più tardi lascerò qui la traduzione.
Amore, ho sempre bisogno di te
Come pure della tua tenerezza
E sembra che io non mi stanchi mai
di amarti, di amarti
Mai un sentimento fu così forte
Desidero le dolci cose che fai
E sembra che io non mi stanchi mai di amarti
Dovessero sgretolarsi le montagne
La pioggia cessare di cadere
E se il fiume fermasse il suo corso
Tu saresti ancora il mio tutto, su tutto
E se le nuvole dovessero offuscare il cielo
Da non permettere alla luce del sole di oltrepassare
Non mi stancherò mai mai mai mai mai
mai di amarti

Devo ringraziare Renée Diciche per questo suo scritto che va direttamente al fondo della persona.
Sì, devo ringraziare Renée per queste sue parole:
“… Volevo vedere come le cose naturali si trasformano,
e non urlano se portano dentro
anime contrapposte di vita e di morte.
Loro sanno essere nude,
e se ne fregano di ogni talento necessario
per nascondersi.
Sono tornata una domenica sera, mentre la caffettiera
lanciava per aria, in casa mia, il suo solito odore.
Nessun nuovo ricordo, nessuna “verità” acquisita.
Solo il desiderio di essere
radicalmente nuda,
nell’accarezzare senza maestria
le tante anime contrapposte.
Di vita e di morte.”
Questa è una “filosofia pronunciata a bassa voce”, una filosofia che va direttamente al fondo delle cose, che rende trasparente l’animo”… questa è la filosofia di Michel de Montaigne, dove le parole sgorgano dalla sua anima con la forza della spontaneità, come queste parole:
“Non soltanto il vento delle circostanze mi agita secondo la sua direzione, ma in più mi agito e mi turbo io stesso per l’instabilità della mia posizione: e, a guardar bene, non ci troviamo mai due volte nella stessa condizione. Io do alla mia anima ora un aspetto ora un altro, secondo da che parte la volgo. Se parlo di me in vario modo, è perché mi guardo in vario modo. Tutti i contrari si ritrovano in me in qualche verso e in qualche maniera. Timido e insolente, casto, lussurioso; chiacchierone, taciturno; laborioso, indolente; ingegnoso, stupido; stizzoso, bonario; bugiardo, sincero, dotto, ignorante e liberale e avaro e prodigo. Tutto questo io lo vedo in me in qualche modo, secondo come mi volgo. E chiunque si studi molto accuratamente, trova in sé, anzi nel suo stesso giudizio, questa volubilità e discordanza. Non posso dire niente di me, assolutamente, semplicemente, senza confusione e mescolanza, né in una sola parola”.
Non sempre si è in grado di ascoltare le varie dimensioni del proprio essere. E questo perché si cinge di schermi, barriere e abbellimenti la propria interiorità, ma se ce ne “freghiamo di ogni talento necessario per nascondersi” e “sappiamo essere nudi”, come ben dice Reneé, le nostre contraddizioni ci aiutano a essere consapevoli nel trarre la linfa vitale per affrontare il mondo. Diceva l’antico Eraclito: “Ciò che si oppone converge, e dai discordanti bellissima armonia” (Dell’origine).
Ma non è facile, almeno per me, allora ognuno, con la propria storia, sente di non acquisire, a volte non concludere. Questo pensiero mi accompagna proprio in questi giorni.
Grazie due volte, Renée Diciche.