
Questa sera, accucciata in un angolo, ascoltavo la voce della vita.
E fu mattina, e fu sera: un altro giorno. Un giorno non basta. Il tempo sfugge tra le mani… sfugge a “quest’uomo”, che è punto di incontro di vissuti e idealità, cognizioni, di relazioni, riconoscenze, di potenzialità energetiche provenienti dall’esterno e dal proprio interno… sfugge a “quest’uomo” che è punto di incontro di “interiorità”… e l’interiorità e la sua rappresentazione esterna è l’elemento fondante ogni slancio di carattere relazionale… sfugge a “quest’uomo” che è punto di incontro del proprio “amico interiore”…
Come diceva Jung “l’amicizia umana è la rappresentazione esterna di una realtà interiore. Essa non è nient’altro che la rappresentazione del rapporto con l’amico interiore dell’anima: l’amico, quell’altro che in parte siamo, ma che non possiamo mai giungere a essere pienamente”.
E fu mattina, e fu sera: un altro giorno… come consolano i volti che via via compaiono specialmente a sera.. e i nomi che risuonano..
E fu sera, e fu mattina: un nuovo giorno…

... e fa bene pensare alla "vita come amicizia"...

L'ho incontrata sulla mia strada un po' di anni fa... l'anoressia la stava "portando via". Ora sta bene.. è "tornata a casa". E' una cara amica. Sentite con che intensità canta questo Soul: His strength is perfect.
Scusate la registrazione artigianale che rende l'inizio un pochino difficoltoso.

Oggi ho parlato di quando lavoravo e ho provato un po’ di nostalgia nel ricordare le persone diversamente abili che hanno fatto un pezzo di strada con me. E’ da troppo tempo che non le vedo e non le sento e mi mancano, in particolare Isa che mi accoglieva quasi tutte le mattine con la musica e ci godeva quando le dicevo che era “il mio caffè del mattino”. Isa adora Paul Simon, Il suono del silenzio, canzone che oggi dedico a lei. Aveva un senso del ritmo perfetto e a un certo punto avrebbe cominciato a dondolare.. sempre più forte, man mano che “entrava” nella musica. Quando dondola al suono della musica è unica, poetica, la ricordo ancora nel Bolero di Ravel.
http://www.goear.com/listen.php?v=9ee5380
Hello darkness, my old friend
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence
In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone
'Neath the halo of a street lamp
I turn my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of a neon light
That split the night
And touched the sound of silence
And in the naked light I saw
Ten thousand people maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never shared
No one dared
Disturb the sound of silence
"Fools," said I, "you do not know
Silence like a cancer grows
Hear my words that I might teach you
Take my arms that I might reach you"
But my words like silent raindrops fell
And echoed in the wells of silence
And the people bowed and prayed
To the neon god they made
And the sign flashed its warning
In the words that it was forming
And the sign said "The words of the prophets are written on the subway walls
And tenement halls
And whispered in the sound of silence"