Sfaccettature, Luci e Riflessi

Percorsi a "passo d'uomo"

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"No, non siamo fatti di parole: la carne e il sangue non sono pagine. Noi non abbiamo una storia, nè raccontiamo una storia, ma siamo posseduti da una storia che ci racconta. [...] Ci sono storie che ci raccontiamo per tutta la vita. Queste storie, vertebre di parole, sostengono le nostre menti, ci sorreggono, aiutandoci a stare in piedi, se non dritti, quantomeno soltanto un po' curvi." (Nomi Eve, Il frutteto di famiglia)

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sabato, 25 agosto 2007

Riflessi dal "mare immenso e infinito della nostra fragilità e della nostra vulnerabilità"

Riflessi




 




 




 




 




 




 




 




 




 


Aggiungo una piccola sfaccettatura alla "quasi una meditazione tra il tecnologico e il filosofico-esistenziale sulle TECNOLOGIE FRIABILI" di Amalteo.


Dedico questo post a Perlasmarrita.


"... Ammetto di essere romantico. Non ho trovato sulla sponda della ragione risposte convincenti ai miei interrogativi esistenziali. Per questo me ne sto sull'altra sponda, laddove accanto ai quesiti irrisolti e alle paure quotidiane, ho trovato anche la generosità dell'anima, l'immensità delle emozioni, la sontuosa complessità della vita. Mi sono ubriacato dell'intensità dell'amore, del calore dell'amicizia, dello spavento dei sogni, della grandezza delle illusioni perdute. Ho trovato al tavolo della vita l'esuberanza e la tristezza, la bellezza e l'amarezza, l'assurdo e la dolcezza. Sono stato sconvolto dalla pochezza dei mezzi di fronte all'immensità del viaggio, dall'inutilità delle certezze di fronte al richiamo della morte, dalla fatica incommensurabile di non tradire sè stessi. E dalla durezza dell'imperativo di resistere alla tentazione di ritornare sull'altra sponda...


Ma so che da questa parte del fiume ci sono ancora spazi per sognare, per camminare di nuovo in mezzo alle praterie della propria anima, laddove crescono i fiori della curiosità, del mistero, dello stupore. Qui ci si può lasciare trasportare dalla nostalgia. La fragilità e la vulnerabilità permettonno all'uomo di fare viaggi lenti e pigri tra un ricordo e l'altro. [...]


Accettare di essere ben poca cosa è il punto di partenza fondamentale per un nuovo rapporto con la natura. Se vogliamo parlare di una visione ecologica della vita, il senso della propria fragilità e vulnerabilità ci avvicina a tutte le altre forme di vita. Noi come un insetto, come una foglia, un'onda, una nuvola , un granello di sabbia, un ciuffo d'erba. Lentamente recuperare il senso della propria parte nel grande teatro della natura, del proprio posto nell'affresco rigoglioso della vita. ... Così da poter accarezzare il muschio sulla pietra, e fissare negli occhi un gatto selvatico. [...]


Riconosco che l'approccio è intimista. Non è facile vivere la propria fragilità, perchè richiede di accettare una volta per tutte la profonda solitudine che è la condizione di ogni essere umano. Tuttavia, non vedo fragilità e vulnerabilità come traguardi di vita, ma come punto di partenza".


Tratto da: Christoph Baker, Ozio Lentezza e Nostalgia


Ma allora la fragilità delle tecnologie ha più sfaccettature...      


 

postato da: Prisma2002 alle ore 11:12 | link | commenti (12)
categorie: psiche, anima, consapevolezza, fragilità, blog-connessioni

Commenti
#1   25 Agosto 2007 - 12:00
 
cara prisma
vorrei possedere il dono del linguaggio dei bachelard per buttarmi in una reverie dentro quell'acquarello che hai incollato qui.
e grazie per evere tirato fuori dai fotogrammi del blog quei frammenti del mio vagare.
è emozionante rileggere con altri occhi, come ora i tuoi, i propri pensieri erratici
leggo in questi tuoi post una energia crescente.
che la fine estate ti metta il vento in poppa?
ciao carissima
torno sul tuo post
è bello leggere ma ancora di più rileggere
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#2   25 Agosto 2007 - 12:06
 
quanto mi entra in risonanza questo:
"Accettare di essere ben poca cosa è il punto di partenza fondamentale per un nuovo rapporto con la natura. Se vogliamo parlare di una visione ecologica della vita, il senso della propria fragilità e vulnerabilità ci avvicina a tutte le altre forme di vita."
non solo con la natura .
ma con i compiti esistenziali che ogni giorno ci attendono
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#3   25 Agosto 2007 - 21:36
 
... "con i compiti esistenziali che ogni giorno ci attendono"... con tutte le sorprese che la vita ci riserva ancora
ciao amalteo

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#4   26 Agosto 2007 - 09:51
 
Ma grazie! Prisma mi credi se ti dico che ho gli occhi lucidi? :)
Non è un bellissimo periodo, lo avrai capito, ma leggere post come questi - e per di più dedicati a me - mi riempie di commozione. Ci sono piccoli gesti che riescono da soli a cambiare colore a una giornata.
Grazie, grazie davvero di questo bellissimo e delicato pensiero.
Lo linko tra le mie perle di amici, vicino alla cura dell'orto di Amalteo. Posso?
Questo è il pezzo che sto leggendo e rileggendo:
"Ma so che da questa parte del fiume ci sono ancora spazi per sognare, per camminare di nuovo in mezzo alle praterie della propria anima, laddove crescono i fiori della curiosità, del mistero, dello stupore. Qui ci si può lasciare trasportare dalla nostalgia. La fragilità e la vulnerabilità permettonno all'uomo di fare viaggi lenti e pigri tra un ricordo e l'altro."
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#5   26 Agosto 2007 - 09:53
 
Ho dimnticato di dire che l'acquerello è bellissimo, con i colori che piacciono a me :)
Buona domenica Prisma, un abbraccio
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#6   26 Agosto 2007 - 14:33
 
buona domenica anche a te, cara perla!
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#7   08 Gennaio 2008 - 13:34
 
ma sei un seguace di Celentano e della via gluk?

Il romanticismo è il prodotto della vecchia europa imperialista e colonialista..ossia nazionalista e razzista non lo scordare

Lo spiritualismo malinconico di un kierkegard sa di melodramma alla Al Bano e romina power..ciiii saràààà...
o nei migliori casi del primo Baglioni

che poi ha scritto "strada facendo" però..

Coraggio! Il mondo è come lo crei non è mica un orco delle fiabe
saluti
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#8   08 Gennaio 2008 - 18:38
 
sai eretico2004 a me viene più facile pensare a che cosa non sono...
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#9   08 Gennaio 2008 - 18:41
 
sai eretico2004 a me viene più facile pensare a che cosa non sono...
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#10   10 Gennaio 2008 - 23:30
 
la tua risposta è di una saggezza zen
io in questi casi uso questo mantra:

Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
dalla Divina Commedia, Inferno, Canto III, 51
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#11   10 Gennaio 2008 - 23:38
 
stai guardando benigni vero? lo sto guardando anch'io!
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#12   11 Gennaio 2008 - 00:40
 
guardando e registrando
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