
Aggiungo una piccola sfaccettatura alla "quasi una meditazione tra il tecnologico e il filosofico-esistenziale sulle TECNOLOGIE FRIABILI" di Amalteo.
Dedico questo post a Perlasmarrita.
"... Ammetto di essere romantico. Non ho trovato sulla sponda della ragione risposte convincenti ai miei interrogativi esistenziali. Per questo me ne sto sull'altra sponda, laddove accanto ai quesiti irrisolti e alle paure quotidiane, ho trovato anche la generosità dell'anima, l'immensità delle emozioni, la sontuosa complessità della vita. Mi sono ubriacato dell'intensità dell'amore, del calore dell'amicizia, dello spavento dei sogni, della grandezza delle illusioni perdute. Ho trovato al tavolo della vita l'esuberanza e la tristezza, la bellezza e l'amarezza, l'assurdo e la dolcezza. Sono stato sconvolto dalla pochezza dei mezzi di fronte all'immensità del viaggio, dall'inutilità delle certezze di fronte al richiamo della morte, dalla fatica incommensurabile di non tradire sè stessi. E dalla durezza dell'imperativo di resistere alla tentazione di ritornare sull'altra sponda...
Ma so che da questa parte del fiume ci sono ancora spazi per sognare, per camminare di nuovo in mezzo alle praterie della propria anima, laddove crescono i fiori della curiosità, del mistero, dello stupore. Qui ci si può lasciare trasportare dalla nostalgia. La fragilità e la vulnerabilità permettonno all'uomo di fare viaggi lenti e pigri tra un ricordo e l'altro. [...]
Accettare di essere ben poca cosa è il punto di partenza fondamentale per un nuovo rapporto con la natura. Se vogliamo parlare di una visione ecologica della vita, il senso della propria fragilità e vulnerabilità ci avvicina a tutte le altre forme di vita. Noi come un insetto, come una foglia, un'onda, una nuvola , un granello di sabbia, un ciuffo d'erba. Lentamente recuperare il senso della propria parte nel grande teatro della natura, del proprio posto nell'affresco rigoglioso della vita. ... Così da poter accarezzare il muschio sulla pietra, e fissare negli occhi un gatto selvatico. [...]
Riconosco che l'approccio è intimista. Non è facile vivere la propria fragilità, perchè richiede di accettare una volta per tutte la profonda solitudine che è la condizione di ogni essere umano. Tuttavia, non vedo fragilità e vulnerabilità come traguardi di vita, ma come punto di partenza".
Tratto da: Christoph Baker, Ozio Lentezza e Nostalgia
Ma allora la fragilità delle tecnologie ha più sfaccettature...
