Sfaccettature, Luci e Riflessi

Percorsi a "passo d'uomo"

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Utente: Prisma2002
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"No, non siamo fatti di parole: la carne e il sangue non sono pagine. Noi non abbiamo una storia, nè raccontiamo una storia, ma siamo posseduti da una storia che ci racconta. [...] Ci sono storie che ci raccontiamo per tutta la vita. Queste storie, vertebre di parole, sostengono le nostre menti, ci sorreggono, aiutandoci a stare in piedi, se non dritti, quantomeno soltanto un po' curvi." (Nomi Eve, Il frutteto di famiglia)

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domenica, 27 gennaio 2008

Rivkele del sabato che intreccia i suoi perché

IMGP1959
















 
















 













Lascio qui questo scritto inviatomi da Aliceydulcinea, che ringrazio:  


" E così avvenne... e questo fu l'inizio... Cieli, ditemi perché, perché!

Perché dobbiamo essere tanto umiliati in questo mondo?

La terra, sorda e muta, ha chiuso gli occhi.. Ma voi cieli,

voi dall'alto avete visto tutto e non siete crollati dalla vergogna!



Non una nuvola ha coperto il vostro vile azzurro,

che come sempre mostrava il suo falso splendore;

il sole, rosso come un carnefice feroce, ha continuato il suo corso;

la luna, come una vecchia puttana, come una peccatrice, è uscita di notte a

passeggiare,

e le stelle ammiccavano luride come topi. " Yitzhak Katzenelson, Ai cieli (23-26 novembre 1943)



Rivkele del sabato (Rivkele di Shabesodike) - P. Kaplan -


Canto del ghetto di Bialystok (Polonia), nato dopo l'irruzione delle SS che nel 1942 trasferirono centinaia di giovani nel lager. Le loro mogli e fidanzate vennero chiamate "shabesdike", cioè "del sabato" (shabbat), giorno sacro agli ebrei e in cui avenne l'irruzione.  






Rivkele del sabato che inizia il lunedì

a intrecciare le sue corde nella fabbrica ogni dì

e intrecciando la settimana passerà

lento scorre il tempo col pensiero sempre là


Rivkele del sabato che a casa tornerà

quante lacrime stanotte sul cuscino verserà

ed ad ognuna chiede su dimmi come sta

ma nell'alba grigia la sirena chiama già



Rivkele del sabato che intraccia i suoi perché

i "chissà se qualche volta riuscirà a pensare a me

e come starà e che vita farà

da quel freddo lager chissà mai se tornerà"



Rivkele del sabato che chiamano così

perché fu proprio di sabato che un grido si sentì

e nel ghetto il passo straniero risuonò

e il suo amore come tanti a casa non tornò 


 

postato da: Prisma2002 alle ore 19:05 | link | commenti (4)
categorie: memoria, crimini, parola e musica
giovedì, 24 gennaio 2008

Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti...

Terezin_c


 


 


 


 


 


 


 


L'uomo nero si vestì di infame cattiveria:


il dottor Mengele, l'angelo della morte, una fredda mattina di novembre del 1944 si presentò nella baracca 11 di Auschwitz-Birkenau e disse:


"Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti... ".


Ai bambini una carezza

per tutte le infanzie rubate

per i legami strappati

per i fiori recisi

per le andate senza ritorno

per tutti i "progetti-uomo" mai realizzati

per tutte le ferite dell'abbandono

per tutto il freddo

per tutta la paura

per tutto l'odio

per tutta la fame

per tutto il non amore...


Qui si può anche ascoltare e scaricare il libro:


http://www.proedieditore.it/20bambini/


 

postato da: Prisma2002 alle ore 13:16 | link | commenti (3)
categorie: memoria, crimini
domenica, 20 gennaio 2008

When Summer Comes - Oscar Peterson

oscar1


 


 


 


 


 


 


 


 


Apprendo dal sito di Oscar Peterson:


“Nel 2004 Niels Henning Orsted Pedersen suggerì a Oscar di scrivere le parole a “ When Summer Comes”, una delle sue ultime composizioni."


 




"Nel 2005, quando Niels morì, Oscar ci pensò e chiese a Elvis Costello di scrivere le parole.


In occasione dell’ottantesimo compleanno di Oscar, Diana Krall cantò le parole che Elvis scrisse. Oscar le amò, così abbiamo pensato di lasciarle qui per il piacere di altri.”…



http://oscarpeterson.com/news/


 


The land was white


While the winter moon as absent from the night


And the blackness only pierced by far off stars


But as every day still succeeds the darkest moments we have known


When seasons turn


Springtime colours will return


And as the first pale flowers of the lengthening hours


Seem to brighten the twilight and that melancholy cloak


Then a fresh perfume just seems to burst from each bloom


Until the green shoots through each day


As it arrives in every shade of hope


When Summer Comes


There will be a dream of peace


And a breath that I've held so long that I can barely release


Then perhaps I may even find a room somewhere


Just a place I can still speak to you



Quando arriva l'estate




La terra era bianca


Mentre la luna invernale era assente dalla notte


E solo le stelle lontane penetravano l’oscurità


Ma, come ogni giorno, ancora si avvicendano i momenti più oscuri che abbiamo conosciuto


Quando cambiano le stagioni


I colori della primavera ritorneranno


E come i primi tenui fiori delle ore che si allungano


Sembrano illuminare il crepuscolo e quel manto di malinconia


Così un fresco profumo già sembra esplodere da ogni bocciolo


Finchè il verde germoglia ogni giorno


Mentre arriva in ogni ombra di speranza


Quando arriva l’estate


Ci sarà un sogno di pace


E un respiro che io ho tenuto così a lungo che posso a fatica rilasciare


Allora forse io posso anche trovare una stanza in qualche posto


Giusto un luogo in cui io posso ancora parlarti


  


postato da: Prisma2002 alle ore 00:11 | link | commenti (6)
categorie: parola e musica