Sfaccettature, Luci e Riflessi

Percorsi a "passo d'uomo"

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"No, non siamo fatti di parole: la carne e il sangue non sono pagine. Noi non abbiamo una storia, nè raccontiamo una storia, ma siamo posseduti da una storia che ci racconta. [...] Ci sono storie che ci raccontiamo per tutta la vita. Queste storie, vertebre di parole, sostengono le nostre menti, ci sorreggono, aiutandoci a stare in piedi, se non dritti, quantomeno soltanto un po' curvi." (Nomi Eve, Il frutteto di famiglia)

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domenica, 31 dicembre 2006

Proiettati verso le ultime ore del 2006...

Pietro, quel ragazzo troppo sveglio, questa mattina ha sfoggiato modi di procedere verso le ultime ore del 2006... dice che serve, però, un pavimento liscio...




moonwalking




postato da: Prisma2002 alle ore 10:12 | link | commenti (8)
categorie: viandante
venerdì, 29 dicembre 2006

Modi di sentire in un mondo sfaccettato...

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In questi giorni, l’ascolto piacevole di musica "buona" mi ha rimandato ad un libro particolare di Hannah Merker, IN ASCOLTO. Modi di sentire in un mondo silenzioso… dove anche la sofferenza è un mondo silenzioso… E’ una ricerca e una riflessione autobiografica sull’importanza del suono nella vita delle creature di questo pianeta, è l’avventura di una donna che ha perduto l’udito all’improvviso e ha scoperto il suono del silenzio…

Riporto alcuni pensieri.



“… Il suono si fa strada fino al nucleo stesso del nostro essere. E la prova è che nei più intimi recessi dell’anima se ne trovano delle tracce impigliate come logori stracci. Ecco perché, inaspettatamente, possiamo sentire suoni che nessuno percepisce… Una volta cessati gli stimoli sensoriali come nella sordità, o appiattita l’attenzione come nella depressione, i ricordi sonori riaffioreranno, tenaci erbacce, alla luce del sole di una consapevolezza cosciente.”

“Per ascoltare è necessario entrare attivamente e con fantasia nella situazione dell’altra persona, e cercare di capire un modello di riferimento diverso dal nostro… .

La vita si è fatta complessa. Non possiamo più, semplicemente, assorbire e rispondere. La conversazione non corre magari il rischio di esaurirsi, al di là della capacità di continuare a servirsene? Presto, forse, rimpiangeremo i bei tempi andati dei grugniti inarticolati e dei suoni senza senso, mescolati con gesti corporei simbolici del pensiero. O forse scopriremo che l’ascolto è una cosa che accade quando ti prendi il tempo per guardarti attorno, per restartene immobile la sera, per meravigliarti della mattina. Ascoltare significa essere cosciente, osservare, attendere con pazienza il successivo segnale di comunicazione. E ancora, come chiunque abbia difficoltà di parola o udito può spiegare, ascoltare non sempre si riferisce a una comunicazione uditiva.

Allora come possiamo ridefinire "l’ascoltare” perché possa includere tutti gli eventi interattivi che si verificano quando una persona sorda o con un deficit uditivo parla con un amico, passeggia da sola su una spiaggia, occupa il suo posto nel mondo in un qualsiasi giorno specifico? Le orecchie di una persona così non colgono molte cose. Ma quella meraviglia che è il corpo umano sembra voler volare al di là di questo vuoto. Quando tutta l’energia sonora della Terra è ricevuta come un sussurro, altri sensi si affinano e afferrano gli indizi di comunicazione che abbiamo dimenticato, nella fretta di vivere. Ascoltare diviene un atto visuale, tattile, intuitivo.

Ascoltare… forse… è solo una mente consapevole… .”

“A un certo punto dichiari alla musica, ai boschi, al mare, alle montagne, al mondo: “Ora sono pronta. Ora mi fermerò e sarò tutta attenzione”. Ti svuoti e aspetti… nella memoria… attraverso il tempo… leggendo… ricordando… ascoltando… Aspetti, e dedichi tutto il tempo della tua vita ad ascoltare.”

Elogio alla lentezza...

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Tutte le mattine, quando accompagno “quiti quiti” a scuola, in macchina passo per uno scorcio di una diramazione del Naviglio. Questa visione, con la nebbiolina a mezz’aria che cèla imperfezioni, ogni volta cattura per pochi istanti la mia attenzione, bella, mi dico, ma subito devo passare oltre. Una mattina ho fermato velocemente l’immagine con un cellulare, ma la brùma l’ha resa offuscata. Così oggi, a piedi, con calma, sono tornata, ho fotografato questo scorcio e mi sono soffermata a “sentire”… un’energia in movimento che rende questo corso d’acqua sempre diverso senza smettere di essere se stesso… e ho riscoperto la dimensione della lentezza… . A pochi giorni dalla fine di un altro anno, dove talvolta avverto il disagio della vita che fugge senza lasciarmi il tempo di guardarla in faccia, ogni mattina questo corso d’acqua è e sarà un invito a “rallentare il ritmo”, a sintonizzare il mio respiro su quello delle cose, delle persone... delle conoscenze, delle esperienze, di cui talvolta si diventa consapevoli a posteriori, ma che sono soltanto astrazioni dell’originario, della vita vissuta…

E se da una parte la possibilità di non soffermarsi, di dimenticare è una grazia, dall’altra la memoria e la riconsiderazione dell’insegnamento appreso fanno parte di una vita consapevole e responsabile.     
postato da: Prisma2002 alle ore 00:56 | link | commenti (4)
categorie: lentezza